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Festival Areniano. Gennari: “Questa è l’edizione più desolata e grottesca mai vista”

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ll Festival Areniano si è concluso da poco : è tempo di bilanci. Nonostante le misure restrittive legate al Covid19, quest’estate, i Festival estivi più importanti in Italia hanno presentato dei titoli d’opera : Macerata, Roma, Pesaro, si sono organizzati allestendo opere
e concerti.


A Verona sono state programmate 11 serate di cui una sola con un titolo d’opera : Gianni Schicchi di Puccini, questo tra l’altro è l’evento che sembra abbia ottenuto maggiore affluenza da parte del pubblico, segno evidente che a Verona ci si aspetta di assistere a produzioni d’opera, nella grande tradizione areniana. Indubbiamente la nostra meravigliosa sovrintendente Cecilia Gasdia ha invitato nomi eccellenti e prestigiosi per conferire lustro e attrattiva alla mini stagione targata Covid 19, tuttavia, nonostante i suoi sforzi e quelli del sagace, fantasioso e preparatissimo, vice direttore artistico Dott. Stefano Trespidi, questa edizione del Festival 2020 dell’Arena di Verona è destinata ad essere ricordata come la più desolata e a tratti grottesca stagione mai vista dal 1913 in poi.

Se avesse avuto coraggio e fantasia il duo Gasdia/Trespidi avrebbe potuto allestire almeno tre titoli, magari in forma scenica ridotta, con un unico intervallo e con un impianto scenico fisso. Si sarebbero potute programmare almeno 20 serate per dare un po’ d’ossigeno agli albergatori ed ai ristoratori del centro di Verona che hanno patito più di
tutti questo stop forzato dei mesi scorsi. E invece NO ! Queste due illuminate intelligenze
che dirigono il più grande teatro all’aperto del mondo, si sono accontentate di fare una
stagione di concerti , per altro fiacchi e senza ambizione. La loro mancanza di idee li ha
indotti ad invitare ancora una volta e per più serate l’immancabile Placido Domingo con
relativi strascichi dell’opinione pubblica, e l’inossidabile Leo Nucci, che ormai cavalca
parallelamente la doppia carriera di cantante e regista, rischiando così di nuocere 2 volte e
nella stessa serata per inadeguatezza conclamata in entrambi i ruoli.
In oltre cento anni di attività L’Arena di Verona ha mostrato al mondo la magnificenza dei
propri spettacoli diventando un simbolo, un vero e proprio mito dell’Opera Lirica, che tutti
hanno ammirato ed in molti hanno copiato o tentato di emulare.
Cecilia Gasdia, invece, con la sua straordinaria intraprendenza, la sua conoscenza, la sua
esperienza decennale e la sua ineguagliabile fantasia sembra aver trasformato il nostro
anfiteatro in una sala da concerto semideserta, snobbata dai turisti e ignorata dagli
appassionati. Macerata, Pesaro con il Rossini Opera Festival, Ravenna Festival, Roma e
persino Trapani con il Festival del luglio trapanese hanno saputo fare di meglio.
Ma ora vi voglio raccontare una storia che avrebbe appunto del grottesco se si dimostrasse
vera.
Questo racconto viene raccontato tra gli arcovoli e filtra tra le pietre millenarie del nostro
anfiteatro, arrivando fino a noi.
Il 29 agosto, diretto dal famigerato M° Placido Domingo, si è tenuto l’ultimo concerto di una
impietosa stagione. Per questo però, è stata prevista una sola prova. Pare che durante
questa prova i cantanti non abbiano eseguito nemmeno una nota aprendo la bocca come
pesci simulando di essere in sincrono con la musica. Sfortuna, Sortilegio, Maleficio? Niente
di tutto ciò. Si narra inoltre che a dirigere questa prova non fosse Domingo ma un altro
direttore : Jordi Bernacer che nulla aveva a che fare con il concerto in questione ma che,
essendo in scuderia del “prode agente che tutto può“ Alessandro Ariosi, si è evidentemente
prestato a questa farsa.
Si dice che l’orchestra si sia indignata ed abbia fatto le proprie rimostranze presso la nostra
meravigliosa sovrintendente . Come si può lasciar andare in scena l’organico per l’ultimo
concerto della stagione, senza praticamente aver la sicurezza di garantire un risultato
artistico che sia almeno decente?
Ma Cecilia Gasdia pare ritenere i dipendenti convitati di pietra. Si parla DI loro ma non CON
loro, ma soprattutto non si ascolta. Ed infatti, su queste contestazioni che denuncerebbero
dilettantismo, mancanza di professionalità ed incompetenza, pare non abbia battuto ciglio.
La signora Yoncheva ( anche lei rappresentata dal “prode agente etc…” Alessandro Ariosi ),
pare aver abbandonato la prova del giorno 27 agosto senza motivo e senza quindi provare i
propri pezzi, mancando così di rispetto non solo a tutta l’orchestra schierata ma anche alla
direzione del teatro e soprattutto alla nostra meravigliosa sovrintendente che pare tollerare
di tutto quando si tratta di artisti appartenenti alla prode agenzia Ariosi : l’agenzia che, lo
ricordiamo, ha il numero maggiore di ingaggi areniani. Non solo, ma in piena incertezza da
Pandemia, la stagione invernale al Filarmonico ha un’unica certezza. Il Ballo in Maschera
Oren-Nucci tutto targato Ariosi Management.
Ma torniamo al concerto. Oltre a quanto già narrato, sembra che questa “cosa” partorita dal
team illuminato Gasdia/Trespidi/Ariosi sia stato pure registrato con l’intento di realizzarne un
DVD! Probabilmente da recapitare all’Istituto Antonio Provolo, visto il risultato .
Il concerto lo abbiamo visto in molti e tutti abbiamo potuto prendere atto del bassissimo
livello artistico , della sconcertante incapacità di Placido Domingo nel seguire cantanti e
tempo ; della discutibile performance di Vittorio Grigolo e di Sonia Yoncheva.
A questo punto della storia, quando tutto diventa nero, il protagonista passa all’attacco. E
quì il protagonista è: TUTTA L’ORCHESTRA DELL’ARENA DI VERONA. Oppositori di un
folle progetto, i musicisti avrebbero scritto una lettera diffidando la direzione dal divulgare la
registrazione della pietosa serata, per tutelare l’immagine non solo dei complessi orchestrali
Visto il risultato finale del concerto del 29 agosto si potrebbe anche dedurre che questa
leggenda raccontata dalle pietre dell’Arena sia autentica.
Vero? Falso? Se l’orchestra avesse veramente tutelato l’immagine del nostro Anfiteatro
facendo le proprie legittime rimostranze nei confronti del comportamento irrispettoso ed
antiprofessionale di Domingo & Company, allora è tempo che il duo Gasdia/ Trespidi si
faccia da parte. E’ tempo che il Signor Ariosi la smetta di spadroneggiare il nostro glorioso
teatro come se fosse una dependance della propria agenzia. E’ tempo che l’Arena di Verona
torni ad essere un teatro rispettato e ammirato nel mondo e non un CIRCOlo lirico come
viene reputato attualmente. Allora sì che potremmo concludere la storia con “e vissero tutti
felici e contenti”.
I responsabili di questo scempio sono lì davanti a noi e se il nostro sindaco avesse un
minimo di cultura, decenza ed avesse a cuore la reputazione della propria città,
ammetterebbe che con Cecilia Gasdia ha preso un granchio colossale e correrebbe ai ripari.
Invece ci aspettano ancora 2 anni di agonia e posso solo immaginare quali saranno le
conseguenze. Anche elevando il D.G. De Cesaris a Sovrintendente la musica sarebbe la
stessa.
Mi piacerebbe sapere : quanto sono costati questi concerti ? Quanto hanno incassato ?
quanti turisti hanno attirato ?
Ho tentato a più riprese ed in vari modi a suggerire un cambio di passo. Ho portato proposte,
soluzioni e scommesse che sono rimaste inascoltate e soprattutto sbeffeggiate dai vertici
della Fondazione. Ma le stesse proposte stanno facendo la fortuna dell’Extra Lirica, che
sfrutta l’Arena “Covid Edition” per eventi esclusivi ed in streaming. E’ ora che si getti la
spugna per manifesta incapacità.
Auspico per il bene dell’Arena e dell’ indotto che rappresenta per la città, che la Signora
Gasdia torni alla sua Accademia, ai suoi concerti con il glorioso corpo degli Alpini, alle
esibizioni per celebrare le nostre eccellenze enogastronomiche ed a tutte le altre cose che le
riescono bene. E ci faccia la cortesia di portare con sé anche il suo ineffabile Vice Direttore
artistico Dott. Stefano Trespidi. Allora sì che saranno “lieti calici”.



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