Operazioni pervenute al Fondo di Garanzia
con i Decreti “Cura Italia” e “Liquidità”
Dal 17 marzo 2020 al 25 gennaio 2021, in provincia di Verona, oltre 27mila le domande avviate, per 2 miliardi e 709 milioni di euro
- Boschetto (Confartigianato Imprese Veneto): “Tessuto imprenditoriale veneto cerca credito più per investire che per avere liquidità”
- Iraci Sareri (Confartigianato Imprese Verona): “Indispensabile prevedere strumenti a sostegno degli investimenti: valutazione di merito creditizio tenga conto dell’“effetto Covid” e concessione di contributi a fondo perduto per intercettare la ripartenza”
In Veneto oltre 156mila domande pervenute per 15,3 miliardi
di credito richiesto (su 133 miliardi in Italia)
Verona, 29 gennaio 2021 – In dieci mesi, dal 17 marzo 2020 al 25 gennaio 2021, sono state oltre 27mila le operazioni pervenute al Fondo di Garanzia, a seguito dei provvedimenti introdotti dai Decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, presentate da imprese della provincia di Verona, per un importo totale di oltre 2 miliardi e 709 milioni di euro. Di queste, 16.364 sono quelle fino a 30 mila euro a garanzia 100% dello Stato. Questi alcuni dei risultati che provengono dal monitoraggio periodico che l’Ufficio Studi Confartigianato Imprese Veneto ha avviato sui dati del Fondo di Garanzia.
“Lo ricordiamo: il Decreto Liquidità ha potenziato il Fondo di Garanzia – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – per fare fronte alle esigenze immediate di liquidità delle imprese e dei professionisti che stanno affrontando le conseguenze dell’epidemia da Covid-19. Le procedure di accesso sono state semplificate, le coperture della garanzia incrementate e la platea dei beneficiari ampliata. Imprese e professionisti che vogliono ottenere la garanzia del Fondo, devono rivolgersi a banche e confidi che effettuano la domanda”.
Dalle imprese venete, invece, le operazioni pervenute al Fondo di Garanzia sono state 156.329, per un importo totale di quasi 15 miliardi e 300 milioni di euro. Di queste 87.401, pari al 55,9% (percentuale tra le più basse del Paese e inferiore di oltre 8 punti rispetto alla media italiana attestata al 64,2%) sono quelle fino a 30 mila euro (ex 25mila) a garanzia 100% dello Stato. La regione che ha presentato il maggior numero di richieste è la Lombardia (290.850). Seguono, a distanza, il Lazio (177.827) e terza la nostra regione (156.329) con il 9,4% delle operazioni presentate.
“L’analisi – commenta Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – mette in evidenza alcuni elementi importanti. Primo, il fatto che ben 3 imprese su 10, in regione, abbiano ottenuto un finanziamento, per un importo complessivo di oltre 15 miliardi di euro, il valore di una manovra finanziaria. Finanziamenti consistenti, visto che il Veneto risulta al 10° posto come numero di operazioni di piccolo taglio (quelle garantite al 100%). Un fenomeno che trova conferma – questo il secondo elemento –, nell’importo medio che, in Veneto, è di quasi 100mila euro. Un valore ben superiore, di circa 8mila euro, a quello medio italiano che mette in luce un elemento già evidenziato da Confartigianato alla Regione Veneto: la presenza di un tessuto imprenditoriale strutturato che cerca credito più per investire che per avere liquidità”.
Tornando ai numeri, le richieste presentate dalle imprese venete si distinguono in particolare per due aspetti: per l’importo totale richiesto, 15.235 milioni di euro che risulta essere il secondo maggior volume dopo quello della Lombardia e per la percentuale molto bassa di questa richiesta imputabile alle domande inferiori ai 30mila euro che risulta essere del 55,9%. Inferiori solo quelle del Trentino Alto Adige (31,3%) e del Lazio con (54,6%). Mediamente in Italia, l’importo per operazione si attesta a 79.952 euro, in Trentino Alto Adige si registra il valore più alto con 124.333 euro seguito da Lombardia (101.633) e dalla nostra regione con 97.455 euro. Con riferimento alle sole operazioni fino a 30.000 euro, l’importo medio in Italia risulta essere di 19.524 euro. Il Veneto è la regione con il terzo importo medio più elevato (20.585 euro). Sempre con riferimento l’arco temporale dei dieci mesi, sono state presentate al Fondo di Garanzia in media in Italia 274 domande ogni 1.000 imprese. Nelle Marche questo rapporto sale a 351 domande ogni mille imprese mentre il Veneto, con 325 operazioni ogni mille imprese, si posiziona al 3° posto che, per le sole operazioni fino a 30.000 euro, diventa il decimo con 182 operazioni per mille imprese.
“I numeri – riprende Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – dimostrano come siano stati messi in campo strumenti di portata straordinaria per consentire l’accesso ai finanziamenti a sostegno della liquidità delle imprese. Dobbiamo però essere consapevoli che questo comporta un innalzamento dell’esposizione debitoria che porterà, in taluni casi, alla saturazione della capacità di restituzione. Per molte imprese, nel 2021, sarà quindi molto difficile accedere a nuove risorse. Per questo riteniamo indispensabili due cose. La prima, che si intervenga – come previsto con le nuove tempistiche in tema di possibile ripianamento delle perdite realizzate nell’esercizio 2020 dalla Legge di Bilancio – sul processo di valutazione delle imprese in termini di merito creditizio, tenendo conto dell’“effetto Covid-19” sui bilanci relativi al 2020. Si tratta quindi di operare una valutazione ponderata rispetto ad eventuali sofferenze o deterioramenti del patrimonio aziendale, che tenga conto non solo del dato contabile, ma anche del reale stato di salute dell’impresa, della sua capacità di ripresa produttiva, di eventuali piani di risanamento e di quelle che sono le reali prospettive di mercato ed evitare che, al venire meno, tra sei mesi, delle misure di protezione attivate dal Governo attraverso il Fondo centrale di Garanzia, corrisponda una stretta creditizia con un blocco dei nuovi affidamenti”.
“In secondo luogo – conclude il Presidente regionale Boschetto – vanno previsti nuovi strumenti di incentivazione che vadano a sostenere gli investimenti anche attraverso la concessione di contributi a fondo perduto. L’intervento pubblico consentirebbe alle nostre imprese di poter continuare ad innovare e a mantenere la competitività, soprattutto nella prospettiva di essere pronte ad intercettare la ripartenza economica, quando ci sarà. Allo stato attuale, infatti, sono stati attivati interventi di risarcimento per le imprese colpite dai provvedimenti di chiusura e sono state adottate misure per l’accesso al credito, ma non ci sono, ad oggi, provvedimenti di livello, sia nazionale sia regionale, a sostegno degli investimenti da parte delle imprese. Il contributo pubblico avrebbe l’importante ruolo di agevolare l’erogazione di ulteriori finanziamenti da parte degli istituti di credito e contribuire ad incrementare il livello di competitività delle imprese venete”.













