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Comencini vs studenti Liceo Medi di Villafranca: ora parla l’Ordine degli Psicologi del Veneto

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L’Ordine degli Psicologi del Veneto interviene sulla vicenda che vede come protagonisti gli studenti del liceo Medi di Villafranca e il deputato leghista Vito Comencini. I rappresentanti degli studenti dell’istituto hanno deciso di organizzare in videoconferenza

Gli studenti del liceo Medi di Villafranca potranno partecipare in videoconferenza all’assemblea di istituto dal titolo «Omotransfobia e Lgbtqi+, contro natura?». Un incontro che avrà come relatore Luigi Turri, ricercatore dell’università di Verona e attivista dell’Arcigay di Verona Pianeta Milk, e che intende approfondire i temi delle discriminazioni dei cittadini non eterosessuali. Un’assemblea organizzata da tempo, senza alcun intento politicamente o ideologicamente provocatorio, ma nata dalle segnalazioni raccolte tra gli studenti del liceo, molti dei quali avevano proprio chiesto di affrontare tematiche legate al mondo Lgbt in un’assemblea di istituto. Tematiche che, tra l’altro, in periodo pre-Covid, venivano discusse dagli stessi ragazzi, in un gruppo che si era formato proprio al Medi e che periodicamente si riuniva.“

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a seguire e in allegato una riflessione del Consigliere dell’Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto, il veronese dott. Michele Orlando, in merito ai fatti (polemica su videoconferenza organizzata dagli studenti) del Liceo Medi di Villafranca Veronese, il punto di vista e l’apprezzamento da parte dell’Ordine di iniziative quali: videoconferenze e momenti di dibattito organizzate dai ragazzi in questo preciso momento e contesto storico.

Vi ringrazio per quanto potrete fare.

Un caro saluto

Lisa De Rossi

NOTA STAMPA

Ordine degli Psicologi del Veneto: «I giovani devono essere liberi di cercare spazi si dibattito e confronto anche a scuola»

«É sempre bene entrare con attenzione nel mondo degli adolescenti, osservare e dare una lettura complessa ai fatti che accadono e che coinvolgono i giovani-  spiega Michele Orlando Consigliere dell’Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto. – Gli studenti per mesi sono rimasti isolati nelle loro stanze, collegati ai loro PC anziché essere in aula con i compagni, in qualche modo in uno stato di “semi-emarginazione” dalla società. In merito a quanto accaduto in un liceo veronese nei giorni scorsi, ci è stata segnalata una sorta di preoccupazione da parte di molti genitori che si domandano se sia bene o male discutere di temi collegati alla vita sociale, quale l’omotransfobia o altri temi correlati. Vogliamo ribadire l’apprezzamento e il sostegno verso l’impegno di queste ragazze e questi ragazzi propositivi: la loro volontà di organizzare videoconferenze per cercare un confronto, un dibattito su temi di attualità che riguardano la società in cui vivono, in cui si muovono e intrecciano le loro relazioni, è una componente essenziale del percorso di crescita dell’adolescente che si prepara a diventare adulto.

In un contesto complicato caratterizzato dalle limitazioni della pandemia, la DAD, le restrizioni e il conseguente “distacco” dalla vita alla quale erano abituati, è un segnale positivo cercare altri spazi, anche quelli dell’approfondimento e la necessità di allargare il proprio bacino di informazioni. E giovani devono essere liberi di poterlo fare anche all’interno della scuola, e sostenuti, accompagnati in queste riflessioni dagli adulti di riferimento. Ben vengano i contenitori di idee e le menti fervide e vive.»

In risposta all’ assemblea del liceo Medi su l’omotransfobia si esprime il Parlamentare leghista Comencini: ”fuori l’ideologia LGBTQI+ dalle scuole, parliamo dei valori della famiglia tradizionale”.

Gli studenti della Rete degli Studenti Medi di Verona rispondono indignati allontanando la strumentalizzazione della destra veronese dell’Onorevole Comencini.

”Per l’ennesima volta a Verona si preferisce parlare dei valori di questa fantomatica famiglia tradizionale piuttosto che dei problemi che proprio noi giovani viviamo. La nostra, a differenza di quella che portano avanti i sostenitori del World Congress of Families come Comencini, non è becera propaganda, ma è formazione ed inclusività a scuola. È assurdo come ancora nel 2021 ci siano soggetti che al posto di discutere in parlamento preferiscono continuamente ostacolare il diritto degli studenti e delle studentesse, previste inoltre dalle asl pubbliche.

L’onorevole Comencini deve accettare che parlare di sessualità e genere nelle scuole non è uno scandalo, ma un diritto e una garanzia di uguaglianza ed inclusività. -dichiara Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona- A chi vuole farci vivere una scuola antiabortista, repressiva e sessista, noi rispondiamo con i dati: per gli adolescenti omosessuali il rischio di suicidio è di oltre tre volte superiore rispetto ai coetanei eterosessuali. Per i transgender di oltre cinque volte superiore. Lo afferma uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, dal titolo “Stima del rischio di tentato suicidio tra giovani minorenni per motivi sessuali”. Per non parlare delle violenze, del bullismo e del allarmante tasso di abbandono scolastico”

E’ passato meno di un anno da quando l’onorevole Comencini rispose all’assemblea d’istituto del Sanmicheli riguardo le tematiche della comunità LGBTQI+ con le stesse identiche parole e di quando ha sostenuto World Congress of Families a cui migliaia di studenti e studentesse di tutta Verona hanno risposto con un corteo a sfavore di queste posizione che reprimono l’inclusione di ogni persona nella nostra comunità, riservata solo ad uno specifico orientamento sessuale e a una solo identità di genere.

“Noi rappresentanti di istituto e di consulta del Liceo Medi siamo rammaricati dalle affermazioni dell’onorevole Vito Comencini. È vergognoso come un’assemblea informativa venga strumentalizzata per scopi politici, da cui le istituzioni scolastiche prendono distanze. Confermiamo che l’assemblea si terrà. Riteniamo più che necessario che si parli di questi argomenti nelle scuole, soprattutto alla luce di queste dichiarazioni. Non lasceremo che questa nostra “conquista” venga vanificata. Invitiamo l’onorevole Comencini come osservatore presso la conferenza, che si terrà in modalità telematica il 18 febbraio, dalle 11 alle 12.30” dichiarano i rappresentanti d’istituto e di consulta del liceo Medi di Villafranca.

“Questa non è la nostra Verona! Siamo stufi di dover continuamente scontrarci con una politica bigotta e conservatrice che reprime in ogni modo il mondo dei giovani. L’onorevole Comencini al posto di continuare a dichiarare quanto sia importante in questa epoca valorizzare la famiglia tradizionale, facendo un diritto collegamento al calo demografico che il nostro paese sta vivendo deve assolutamente chiedere scusa per il suo ennesimo attacco contro la comunità LGBTQI+ e quella studentesca. Siamo disposti a tutto per difendere i nostri compagni e sostenere ogni studente in difficoltà, ora più che mai c’è la necessità di avere un sostegno e di parlare di queste tematiche all’interno delle scuole, luoghi di cultura che devono tutelare il benessere e il diritto di tutti noi, studenti e studentesse.” conclude Camilla Velotta

Comencini si confronti con la politica e lasci in pace gli studenti e la formazione

L’attacco del consigliere comunale di Verona nonché deputato leghista Vito Comencini nei confronti dell’assemblea d’istituto degli studenti del Liceo Medi di Villafranca rappresenta una goffa, indebita e grave invasione di campo della politica nella formazione. Un elefante nella cristalleria da cui dovrebbero prendere le distanze i vertici e le stesse autorità politiche del sistema scolastico e sanitario veneto.

Forse Comencini non sa che le assemblee d’istituto sono regolate e preparate dagli insegnanti e dagli studenti per far parte a pieno titolo della formazione culturale e civile dei ragazzi, e non hanno alcun bisogno delle correzioni e delle ingerenze della politica. Se poi vogliamo entrare nel merito dell’argomento dell’identità e delle discriminazioni di genere, il tema è oggetto di intervento e azione anche delle istituzioni socio sanitarie e dell’Ulss 9.

Non è dunque alla scuola che Comencini deve chiedere il contraddittorio ma alla politica. Oltre che rappresentante di un partito politico il consigliere è infatti anche esponente di una rete internazionale (quella del sedicente Convegno mondiale delle famiglie del marzo 2019) che combatte attivamente ed esplicitamente l’autodeterminazione delle persone, la legge sull’interruzione della gravidanza, i diritti delle coppie omosessuali nell’ambito di una esplosiva miscela di fanatismo religioso, radicalismo politico e credenze antiscientifiche che spaziano dalla omosessualità come malattia all’esistenza dei giganti biblici.

Se vuole il confronto come Pd siamo prontissimi perché siamo orgogliosamente agli antipodi della sua concezione della famiglia e delle relazioni umane. Siamo i promotori delle unioni civili e della legge Zan contro l’omotransfobia, tuteliamo la Legge 194 e la parità di trattamento di tutti i cittadini.

Comencini lasci però in pace gli studenti che hanno soltanto bisogno di sentirsi a casa e non discriminati qualunque sia il loro orientamento sessuale.



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