“E’ la somma che fa il totale” diceva Totò, come se i due termini potessero rappresentare entità diverse. Ma il Principe un po’ di ragione doveva pur averla: se ad esempio prendiamo in considerazione le partecipazioni del Comune di Verona possiamo dire di conoscerne il numero totale ma non possiamo dire di conoscere ciò che veramente ci rappresentano, dal momento che alcune di esse sono sconosciute agli stessi uffici comunali. Chi ad esempio ha mai sentito parlare della Shenzhen Baina International Exhibitions della galassia di Verona Fiere? Gli stessi dirigenti comunali hanno chiesto spiegazioni. Chi ha mai sentito parlare di Fondazione Atv? Probabilmente nessuno anche perché sono società di nuova costituzione.
Secondo la ricognizione 2020 effettuata dagli uffici comunali, tra aziende, enti, fondazioni e associazioni il Comune di Verona è socio in ben 108 entità, 89 delle quali sono società partecipate e le altre sono aziende speciali, consorzi ed enti. Penso sia un record nazionale, secondo solo alle partecipazioni di Roma Capitale.
Fa ancora più male constatare che anche per il 2020, per il terzo anno di fila, il Piano di Razionalizzazione che il Comune deve condurre ai sensi della Legge Madia si è concluso con un nulla di fatto. Le partecipazioni sono anzi aumentati. E dire che il piano coinvolge soltanto 33 partecipate, neanche un terzo del totale.
Agsm, che da sola include 24 sotto partecipate, è stata esclusa dalla razionalizzazione perché oggetto di una fusione che nel 2020 era in corso.
Anche i consorzi non rientrano nella Madia quindi non sono soggetti alla riduzione dei cda, alla riduzione dei compensi dei consiglieri e delle sottopartecipate. Infatti il Consorzio Zai ha 6 partecipate e un cda da 9 membri.
Figurarsi che il Comune possiede ancora una partecipazione del 33% nel’ Ente Autonomo Magazzini Generali di Verona, costituito nel 1924 e da decenni in stato di liquidazione. Si legge da resoconto ufficiale che “L’unica attività attuale consiste nel detenere una partecipazione totalitaria nella società Immobiliare Magazzini S.r.l., proprietaria di un compendio immobiliare concesso in locazione”.
Il Consorzio degli Studi Universitari è stato fondato nel 1959 ed è in attesa di liquidazione dal 2010. Il tribunale di Verona ha approvato il rendiconto finale per la liquidazione della Fondazione Scaligera per la Locazione E’ stata estinta solo nel 2017, dopo 12 anni di vita la fondazione Cani e Gatti “Giorgio ed Antonella Fietta”.
La Legge Madia dispone la liquidazione anche della Polo Fieristico (della galassia di Verona Fiere che altre 14 sottopartecipate) e di Aerogest, la società che raccoglie i soci pubblici del Catullo in quanto si tratta di società in perdita cronica, che hanno più amministratori che dipendenti. Ma neanche questa amministrazione è riuscita nel compito di avviare le relative procedure. E’ stata avviata invece la fusione in Amt della Società Parcheggio Ponte Aleardi.
Nella stessa identica situazione sarebbe Agsm Albania che però gode dello scudo (o della scusa) della fusione in corso. Sempre per rimanere nella galassia Agsm i parchi eolici sono tutte società prive di dipendenti. Sconosciuto il anche il destino di Energyland Soc. Coop. Della galassia Agsm costituita nel 2011 per “Abbattere i costi della bolletta e rendere autonomi energeticamente i cittadini”. Di certo avrà reso “autonomo” economicamente qualche amministratore paracadutato dalla politica. Allo stato non si hanno notizie su di essa.
Esclusa dalla razionalizzazione senza spiegarne bene i motivi anche Agec Onoranze Funebri, la società che fu il trampolino di lancio dell’attuale assessore al Bilancio Francesca Toffali sotto l’amministrazione di Flavio Tosi.
Ed è proprio questo il punto: che questo esagerato numero di società, che spesso sono scatole vuote, funziona spesso da parcheggio per politici in carriera o trombati alle elezioni.
Si pensi alle varie Amia, Serit, Transeco: fanno tutte la stessa cosa e potrebbero essere riunite in un’unica società col risparmio di un bel po’ di quattrini per i cittadini.
Dove metteranno poi i vari Mariotti, Gasparato e compagni a briscola? Beh, è ora che questi signori si trovino un lavoro vero…
Per quanto mi riguarda tornerò alla carica in consiglio comunale per chiedere una vera razionalizzazione di questa pletora di poltronifici, spesso fonte anche indiretta di sprechi attraverso sponsorizzazioni, contributi e liberalità attraverso cui il ceto politico mantenuto dalle partecipazioni comunali foraggia il suo parco elettorale.













